Once upon a tandem… two guys, a tandem and a webcam

08.11.2010 14:28

di Valentina di Cataldo

“C’era una volta un tandem…” (oppure anche, in un fortunatissimo gioco di parole: “Una volta, sul tandem…”).

Il blog è amatoriale e ancora in costruzione, ma di sicuro parla chiaro già dalla prima riga e la dice lunga sullo spirito che anima il progetto. “Due tipi, un tandem e una telecamera”. L’idea è molto semplice e proprio per questo estremamente efficace. Probabilmente nata un po’ per sfida e un po’ per passione, ma senza dubbio provocata da un’esigenza che ormai accomuna sempre più giovani al mondo: trovare un modo nuovo e diverso, più etico, più responsabile, più interessante (e, perché no, anche più economico) di viaggiare. Il progetto dei due avventurosi protagonisti è abbastanza chiaro. Girare il mondo in tandem. L’obiettivo (“folle”, come dicono loro stessi): arrivare a intraprendere un coast to coast degli Stati Uniti basandosi solo sulle forze dei propri pedali. Il resto, ufficialmente, non sono che allenamenti intermedi per prepararsi. Con la scusa, però, i ragazzi hanno già macinato un bel po’ di chilometri e visto qualche bel posticino qui intorno, che certo, non sarà l’America, ma ha di sicuro avuto il suo fascino.

 Così è nato il blog, “con l’intento di documentare e promuovere le disavventure di due ragazzi che girano il mondo in sella al loro impavido tandem”, come un racconto, quasi una cosa tra amici, per raccontare a casa come vanno le vacanze e insieme con un piglio (molto bohemienne) da giovani artisti on the road. Anziché fare la classica telefonata o mandare una cartolina, loro scrivono post per documentare a tutti le esperienze che fanno.

Loro sono due, ma in realtà sono in tre: Francesco, Valentino e il Tandem. (E la telecamera, che però per il momento deve ancora arrivare). In comune hanno una passione e un’idea di fondo, quasi una filosofia: il fascino che da sempre subiscono per il vagabondare senza meta in giro per il mondo a vedere che cosa succede.  Giro per cercare di arricchirmi spiritualmente e culturalmente e per dare la possibilità all’ignoto di farmi conoscere persone interessanti e di farmi vivere esperienze memorabili”, dichiara Francesco, classe ’88, barba e sorriso irresistibile, un’aria da sognatore. Dopo il liceo fa un viaggio che gli cambierà la vita: un anno in Australia a lavorare e a girare, e anziché ingegnere gestionale a Genova, come doveva essere in principio, ce lo ritroviamo iscritto alla facoltà di design al Politecnico di Milano, dove sta per laurearsi con una tesi su… indovinate un po’… costi, tecnologie e vantaggi del viaggiare in bicicletta! (Poteva essere altrimenti?). Oltre a questo, è batterista, busker (artista di strada, giocoliere) e, ovviamente, viaggiatore consapevole.

L’altro della coppia, Valentino, ha una vera e propria linea di condotta, che non si stanca di ripetere: “Non fermarsi mai in un posto per più di un anno anche se ti trovi bene”.
In effetti, a chiedergli dei suoi trascorsi, sembra proprio che nel corso dei suoi 22 anni l’abbia seguita fedelmente: Liceo a Genova, quarto anno negli Stati Uniti; una breve parentesi sempre a Genova per cominciare l’università, poi Erasmus ad Alicante; rientrato, Relazioni Internazionali all’Università di Bologna (dove forse ha deciso di fermarsi un po’, se non altro per imparare bene a suonare la fisarmonica, sua ultima passione).

Tutto comincia qualche anno fa, un pomeriggio dopo scuola come ne capitano a volte, di quelli in cui non c’è niente di interessante da fare. Annoiati, i due si mettono a navigare su eBay inserendo voci quasi a caso. Passo per passo lungo il tragitto del nonsense, arrivano alla voce tandem. È un colpo di fulmine. È qui che avviene la svolta: spunta fuori un’offerta a Modena. I ragazzi mandano una mail alla venditrice e lo scherzo diventa realtà. In pochi giorni sono già in viaggio per andare a recuperarsi il trabiccolo. E infatti, alla sezione “viaggi”, il blog recita: primo tandem trip. Da Castelvetro di Modena a Genova. 250 km, 5 giorni. Effettuato nel 2009.

Siamo partiti in treno con gli zaini – racconta Francesco – L’idea era quella di tornare indietro pedalando fino a Genova, ma il tandem era talmente sfasciato e arrugginito che abbiamo dovuto fare il primo pezzo a piedi e fermarci a Modena per sistemare almeno le cose più urgenti. C’erano addirittura le api nel sellino (!)”.

Lo hanno comprato grigiastro, da mettere a posto, vecchissimo, scassato; un tandem (quasi) normale, smontato, a pezzi. Con tutte le cure più amorevoli lo hanno rimesso in sesto, cambiato i pezzi irrecuperabili, ridipinto (adesso è arancione e lilla), ribattezzato Orione e caricato con le sacche da viaggio. L’effetto fa molto anni 20 o design berlinese post-contemporaneo. C’è anche la targa con l’indirizzo del blog e tanto di trombette in ottone per suonare il clacson.

Il secondo viaggio, nel 2010 è già più impegnativo: da Alicante a Gibilterra, 800 km.
Poi doveva esserci il giro della Sicilia, ma a quanto pare si sono verificati un po’ di problemi tecnici (“arie riparazioni prima di poter nuovamente incoccare la sella verso lidi ignoti e sconosciuti… I freni non frenano, le ruote sono ovali ed i sellini perforano il fondoschiena dei sottoscritti!”), quindi i due lo hanno sostituito con un Mantova-San Marino, appena effettuato lo scorso settembre.
Ma i ragazzi sono già pronti per ripartire! Questa volta, forse, finalmente, verso la loro meta più ambita. Questa volta, poi, non si limiteranno a “pedalare 5000 km su un trabiccolo coi freni a tamburo, vivendo alla giornata per 6 mesi in un continente sconosciuto”.

L’intenzione è quella di documentare “il tutto con una telecamera, montata sul mezzo e alimentata da pannelli solari, che trasmetterà via etere la nostra avventura, e chiunque, sintonizzandosi sul blog, potrà seguire in diretta il delirio della traversata!”. Per ora, come dicevamo, manca solo la webcam e, se ci riescono, qualche sponsor.


Nel frattempo, già che c’erano, i due mattacchioni hanno trovato anche il tempo di presenziare al divertentissimo Trofeo Fantozzi di Bologna (www.trofeofantozzi.it), a cui hanno partecipato con un orgogliosissimo MUTANDEm.

Prossime iniziative in calendario: girare un video “promozionale” per far conoscere il “progetto coast to coast” e per creare una community di appassionati e fan. Di sicuro l’entusiasmo non manca.

E allora, auguriamo un in bocca al lupo gigantesco ai nostri eroi dei doppi pedali e speriamo di potervi fare avere presto news del loro folle e ambizioso progetto! Stay tuned!!!

Per saperne di più: http://onceuponatandem.wordpress.com/

 

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